Neemia venne a Gerusalemme con una visione, una visione di ricostruire le mura di Gerusalemme che erano state abbattute quando Babilonia aveva distrutto la città quasi 140 anni prima. Iniziò esaminando il lavoro da fare, ma poi presentò la sua visione per reclutare altre persone nell’opera. Neemia, infatti, non iniziò impugnando un martello. Sapeva che si trattava di un lavoro enorme e chiamò molte persone a collaborare.
In totale, solo tra quelli elencati nel capitolo 3, ho contato 39 sezioni di operai, composte da più uomini e donne in ciascuna sezione, che furono chiamati al servizio e furono considerati come coloro che stavano portando a termine l’opera. Tutto intorno alla città, le mura dovevano essere ricostruite, e il lavoro non richiedeva un operaio, una piccola squadra o persino un grande gruppo. No, questo era un compito immenso e richiedeva un esercito di lavoratori che ricostruissero le mura.
Dopo di lui lavorarono i sacerdoti che abitavano le campagne circostanti. Dopo di loro Beniamino e Cassub lavorarono di fronte alla loro casa. Dopo di loro Azaria, figlio di Maaseia, figlio di Anania, lavorò presso la sua casa. Dopo di lui Binnui, figlio di Chenadad, restaurò un’altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino alla svolta e fino all’angolo.
Palal, figlio d’Uzai, lavorò di fronte alla svolta e alla torre superiore che sporge dal palazzo del re e che dà sul cortile della prigione. Dopo di lui lavorò Pedaia, figlio di Paros.
Neemia 3:22-25
Allo stesso modo, l’opera alla quale Cristo ci ha chiamati – predicare il Vangelo del regno a tutte le nazioni, fare discepoli di tutte le nazioni – richiede anch’essa molti, moltissimi lavoratori. Non è un’opera di poco conto. È un’opera su scala globale e richiede un numero di lavoratori proporzionato alla chiamata che Gesù ci ha dato. Una chiesa qui, un pastore là, o pochi missionari non bastano. No, l’opera che abbiamo davanti richiede lavoratori. Tanti lavoratori
Questo è il nostro obiettivo. Gesù disse ai suoi discepoli, quando li inviò – come è scritto in Luca 10 – di pregare il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe. Questo è ciò che dobbiamo continuare a fare anche oggi. Non solo sperare che i lavoratori partano, ma pregare che Dio li mandi; e quando Dio identifica quelle persone che sono disposte ad andare, che sia presso i loro amici e familiari o anche fino agli estremi confini della terra, dobbiamo prepararli e inviarli.
Questa è l’opera alla quale Dio ci ha chiamati. Le mura sono abbattute. Il mondo ha un disperato bisogno di Cristo e non possiamo più “giocare” a fare chiesa… – ti prego, ascolta quello che intendo. Non basta andare in chiesa una volta a settimana e poi proseguire con il resto della nostra vita. Non basta far parte di uno studio biblico. Il Signore sta mandando operai in un mondo che è spezzato, e l’unica soluzione è Gesù stesso. Saremo noi quegli operai? Ricostruiremo le mura? Chiameremo altri al servizio per portare molti nel regno di Dio?